Il Rapporto Strategico 2026 di TEHA Group evidenzia in modo inequivocabile come la filiera agroalimentare sia il pilastro centrale dell’economia italiana e il vero motore del Made in Italy nel mondo. Nel 2024, il settore in senso stretto ha registrato un fatturato record di 269,9 miliardi di Euro (193,3 generati dal Food & Beverage e 76,6 dal comparto agricolo), in crescita del +42% sul 2015. Il Valore Aggiunto, pari a 81,6 miliardi di Euro, posiziona l’agroalimentare al primo posto tra i comparti manifatturieri nazionali, superando del +50% la metallurgia, triplicando la moda e quintuplicando la chimica.
I primati storici e la proiezione internazionale
L’impatto economico diretto si traduce in un’incidenza record del 4,2% sul PIL nazionale, il livello massimo registrato negli ultimi vent’anni. Sul fronte internazionale, il 2025 ha segnato lo storico traguardo di 72,5 miliardi di Euro di esportazioni, in aumento del +96,4% dal 2015, nonostante l’introduzione di nuove barriere tariffarie negli Stati Uniti. L’Italia è leader mondiale nell’export di pasta e passata di pomodoro, e primo produttore e secondo esportatore di vino, detenendo ben il 10,8% dei podi globali nell’export agrifood. Inoltre, l’eccellenza e la qualità del nostro patrimonio sono certificate da 897 denominazioni DOP/IGP (primo Paese in UE-27) per un valore di produzione di 20,7 miliardi di Euro, coronate dallo status di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO conferito alla cucina italiana nel dicembre 2025.
Indicatore | Valore Totale | Comparto Agricolo | Food & Beverage | Variazione vs 2015 |
Fatturato (2024) | 269,9 mld € | 76,6 mld € | 193,3 mld € | +42,0% |
Valore Aggiunto (2024) | 81,6 mld € | 44,2 mld € | 37,4 mld € | +42,4% |
Esportazioni (2025) | 72,5 mld € | 10,0 mld € | 62,5 mld € (incl. tabacco) | +96,4% |
Occupati (2024) | 3,4 milioni | 2,9 milioni (incl. fam.) | 485.000 | +5,9% |
Investimenti (2024) | 18,6 mld € | 12,8 mld € | 5,8 mld € | +78,2% |
Imprese attive (2024) | 1,1 milioni | 1,1 milioni | 49.044 | -12,9% |
Tabella 1.1: Principali indicatori economici della filiera agroalimentare italiana. Fonte: elaborazione su dati Istat, Eurostat e TEHA Group, 2026.
La dimensione estesa e l’effetto moltiplicatore
La vera forza del settore risiede tuttavia nella sua dimensione estesa. L’intero ecosistema della filiera agroalimentare, che integra anche intermediari, logistica, distribuzione e ristorazione coinvolgendo 21 macrofiliere, ha generato nel 2024 un fatturato di 736,3 miliardi di Euro e 158,7 miliardi di Valore Aggiunto, sostenendo ben 5,9 milioni di lavoratori. Grazie a un moltiplicatore economico pari a 2,8 calcolato da TEHA sulle matrici di interdipendenza settoriale Istat, ogni Euro di Valore Aggiunto generato direttamente dall’agroalimentare ne attiva altri 1,8 nell’economia nazionale. Complessivamente, la filiera estesa e le sue forniture a monte e a valle sostengono la generazione di 400,4 miliardi di Euro di Valore Aggiunto, incidendo per il 20,4% sul PIL italiano: senza di essa, un quinto della nostra economia non verrebbe prodotto.

Figura 1.1: Evoluzione dell’export (2010-2025) e confronto del Valore Aggiunto manifatturiero (2024). Fonte: elaborazione TEHA Group su dati Istat, 2026.
Politiche pubbliche e la eredità per il futuro
Nel triennio 2023-2025, a fronte di un sostegno storico di 12,4 miliardi annui nel periodo 2010-2022, il Ministero (MASAF) ha stanziato un Piano di Investimenti da 16,8 miliardi di Euro (+46% di risorse). Tale piano si articola in 7 linee d’intervento, tra cui il sostegno alla produzione di filiere strategiche (6,1 miliardi) e l’innovazione tecnologica ed energetica (5,6 miliardi), come la misura PNRR sul Parco Agrisolare che coprirà il 33% dei consumi del settore abbattendo i costi di 540 milioni all’anno. Le politiche del MASAF abilitano complessivamente un impatto da 86,6 miliardi di Euro di Valore aggiunto agroalimentare e 245,8 miliardi di Euro per il sistema-Paese (moltiplicatore di 14,6 volte). Ben 178 miliardi di Euro di questo impatto si manifesteranno nel medio-lungo periodo come ‘effetto eredità’. La capacità di concretizzare questa eredità dipenderà dalla continuità delle riforme lungo quattro direttrici:
1_il ricambio generazionale (le imprese gestite da under-35 sono fino a 2,5 volte più produttive degli over-65),
2_l’efficienza dei fondi PAC di AGEA (che ha ridotto le sanzioni UE da 3,2 a 0,3 miliardi nel 2025),
3_il contrasto all’Italian Sounding (che sottrae 96,8 miliardi di export potenziale) e
4_l’adozione di soluzioni tecnologiche di Agricoltura 4.0.
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