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SCEGLIERE

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Spesso sento parlare o leggo che la libertà è possibilità di scegliere e/o fare tutto quello che ci passa per la testa, senza limiti né vincoli. Mi sono sempre posto l’interrogativo di quante delle nostre decisioni “libere” sono davvero nostre? Ma molto più spesso di quanto possiamo pensare, reagiamo in modo automatico: una risposta antipatica dettata dalla stanchezza, un acquisto d’impulso dettato dall’ansia, una scelta guidata dalla paura di essere giudicati. Il libero arbitrio allora, non significa necessariamente poter fare qualsiasi cosa; significa interrogarsi se, tra le possibilità che abbiamo, siamo realmente noi a determinare quella che scegliamo.

La vera libertà nasce quando iniziamo a fare luce su questi misteriosi ingranaggi.

Diventare liberi non significa liberarsi dei propri limiti o delle proprie emozioni, ma imparare a riconoscerli. Significa fermarsi un secondo prima di reagire d’impulso e chiedersi: “Perché mi sento così? Da dove arriva questa rabbia? È una scelta mia o sto solo subendo un’abitudine?”

Quando impariamo a conoscere ciò che ci influenza, che si tratti della nostra storia, del nostro carattere o semplicemente di un momento di stress, smettiamo di essere marionette mosse dalle circostanze. In quel preciso istante tra la reazione automatica e la scelta consapevole si nasconde la nostra vera libertà: la capacità di decidere chi vogliamo essere e come vogliamo comportarci, invece di lasciar decidere ai nostri impulsi per noi.

In fondo, non siamo liberi quando facciamo semplicemente quello che vogliamo, ma quando sappiamo esattamente perché lo stiamo facendo.

Dalla prospettiva: “sono tanto più libero quanto più riesco a conoscere ciò che mi determina, riflettere sui miei impulsi e orientare consapevolmente il mio comportamento” emerge una concezione del libero arbitrio molto diversa da quella ingenua: “sono libero perché posso scegliere qualsiasi cosa”. Il problema del libero arbitrio diventa anche un problema di autoconsapevolezza.

La domanda più potente che possiamo farci, alla fine, non è forse se “Sono libero perchè posso scegliere ?”, ma: “Quanto della mia vita è realmente scelto da me, e quanto viene semplicemente vissuto attraverso di me?”, domanda che potrebbe essere, in fondo, il punto d’incontro tra il pensiero di alcuni dei miei autori preferiti che hanno affrontato il concetto di libero arbitrio (Spinoza, Nietzsche, Kant, Libet).