Vai al contenuto

La nuova sfida per le DOP/IGP: il Regolamento UE 2024/1143 trasforma la tutela in gestione strategica

  • di

L’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1143 segna un momento di profonda trasformazione per i consorzi di tutela. Il nuovo quadro normativo europeo non mira solo a investire nella qualità e nella reputazione delle denominazioni, garantendo al contempo una concorrenza leale, ma riconosce ufficialmente il passaggio da un modello di “Consorzio di Tutela” a un vero e proprio “Consorzio di Gestione”. Questo cambiamento conferisce poteri e responsabilità ampliati, rendendoli attori principali e strategici per lo sviluppo territoriale, la crescita e la protezione delle Indicazioni Geografiche (IG). Questo percorso evolutivo complesso e articolato, necessiterà di una riorganizzazione consortile ma anche e soprattutto di competenze e risorse professionali necessarie a sostenere la nuova dimensione assegnata ai consorzi di sviluppo strategico territoriale.

  • Punti chiave del nuovo modello di consorzio.

1. Nuovi poteri di mercato: contro la svalutazione e per la giusta remunerazione

Il Regolamento 2024/1143 assegna compiti cruciali che incidono direttamente sulla redditività dei prodotti.

  • Intervento sulla determinazione dei prezzi e la svalutazione.

Il nuovo quadro legislativo conferisce ai gruppi di produttori (i Consorzi) l’autorità di adottare provvedimenti volti a impedire o contrastare misure o pratiche commerciali che pregiudichino o rischino di pregiudicare l’immagine e il valore dei rispettivi prodotti, comprese le pratiche che svalutano il prodotto e l’abbassamento dei prezzi. Sebbene la normativa precedente già incoraggiasse misure di valorizzazione, l’esplicito riferimento all’abbassamento dei prezzi come pratica da contrastare costituisce un’aggiunta significativa. L’obiettivo dichiarato è garantire che i produttori ricevano una remunerazione equa per il loro prodotto e possano rafforzare la propria posizione nella filiera alimentare.

  • Supervisione sull’uso dell’IG come ingrediente.

Il Consorzio assume un ruolo “confermativo” riguardo all’uso lecito delle nostre Indicazioni Geografiche come ingrediente in un prodotto composto (ad eccezione delle bevande spiritose). Il soggetto interessato deve inviare una notifica preventiva scritta al gruppo di produttori riconosciuto, attestando che l’ingrediente IG sia utilizzato in quantità sufficienti a conferire una caratteristica essenziale al prodotto trasformato e che la sua percentuale sia indicata in etichetta. Questo potere mira ad arginare pratiche commerciali sleali che potrebbero indebolire o pregiudicare la reputazione della IG.

2. Sviluppo e crescita: la centralità della sostenibilità

La nuova normativa incoraggia i Consorzi a guidare la filiera verso la sostenibilità, trasformando gli impegni etici e ambientali in un fattore di crescita e valore aggiunto.

  • Integrazione delle pratiche sostenibili.

I gruppi di produttori possono concordare pratiche sostenibili (ambientali, sociali ed economiche) più rigorose di quelle obbligatorie per legge, integrandole nel disciplinare o in un’iniziativa separata. Queste pratiche possono riguardare, ad esempio, la mitigazione dei cambiamenti climatici, la tutela del paesaggio e dell’acqua, il benessere degli animali, o la garanzia di un reddito equo e stabile per i produttori.

  • Rapporti di sostenibilità pubblici.

È prevista la facoltà di redigere e aggiornare regolarmente una relazione sulla sostenibilità, che descriva le pratiche sostenibili adottate e l’impatto del metodo di ottenimento del prodotto. La Commissione Europea si impegna a rendere pubbliche tali relazioni, dando visibilità agli sforzi dei nostri produttori.

3. La difesa nell’era digitale e la forza del “gruppo riconosciuto”

Il regolamento riconosce la necessità di estendere la tutela nel contesto moderno del commercio elettronico e rafforza la nostra capacità di agire collettivamente.

  • Tutela rafforzata online.

La protezione delle Indicazioni Geografiche è esplicitamente estesa per applicarsi a tutti i nomi di dominio accessibili nell’Unione. Le autorità nazionali competenti sono dotate degli strumenti necessari per adottare misure adeguate, anche tramite il sistema digitale, per disabilitare l’accesso ai nomi di dominio che violano la protezione delle IG. Inoltre, la pubblicità o la vendita online di prodotti che violano la protezione delle IG sono considerate contenuti illegali ai sensi del Regolamento sui servizi digitali (DSA), permettendo azioni immediate.

  • Il ruolo esclusivo del gruppo di produttori riconosciuto.

Il sistema dei “Gruppi di produttori riconosciuti” viene formalizzato e potenziato. Se il Consorzio ottiene questo riconoscimento, acquisisce diritti esclusivi, operando per conto di tutti i produttori. In particolare, è l’unico soggetto che può:

1. Svolgere i compiti di tutela e promozione a livello nazionale o internazionale.

2. Ricevere la notifica preventiva per l’uso dell’IG come ingrediente in alimenti preimballati.

3. Richiedere norme vincolanti per la regolazione dell’offerta dei prodotti IG (Art. 166 bis) per un periodo massimo di sei anni.

4. Stabilire clausole standard di ripartizione del valore lungo la filiera (Art. 172 bis).

Il Regolamento (UE) 2024/1143 posiziona il consorzio come il perno economico e politico della filiera, chiamandolo a bilanciare tradizione, innovazione e sostenibilità. Questo passaggio dal ruolo di semplice “tutore” a quello di “gestore” autonomo e proattivo nel mercato è una sfida che richiede da tutti i consorzi un rinnovato impegno verso la governance professionale e strategica.