Moderazione, qualità, territorio: il vero messaggio del vino.
Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri, ha una posizione radicale sul vino e sugli alcolici: poiché l’alcol è classificato come cancerogeno, andrebbe, secondo lui, comunicato e regolato con la stessa severità del tabacco, con avvertenze chiare sulle bottiglie e limiti alla promozione commerciale.
La posizione di Garattini è coerente con la classificazione dell’alcol dell’OMS come cancerogeno per l’uomo: il rischio aumenta con il consumo e riguarda diversi tumori.
Tuttavia, la traduzione in politiche pubbliche è più complessa: il vino possiede in Italia una valenza culturale, economica e territoriale di straordinaria rilevanza. Il dibattito non riguarda quindi soltanto il rischio sanitario dell’alcol, ma il modo in cui tale rischio viene comunicato: occorre evitare sia la negazione del problema sia l’assimilazione indiscriminata del vino a superalcolici e bevande spiritose, i cui contenuti alcolici sono sensibilmente superiori e i cui modelli di consumo presentano caratteristiche molto diverse.
La risposta più credibile consiste nel distinguere con rigore tra consumo occasionale, moderato e cronico, promuovendo un’etichettatura trasparente e informativa, l’astensione per minori, donne in gravidanza e conducenti, nonché il contrasto del binge drinking e dell’abuso. Parallelamente, il settore vitivinicolo dovrebbe valorizzare qualità, moderazione, territorialità e contesto enogastronomico, spostando il messaggio dalla quantità al piacere consapevole e responsabile del consumo.
